Natura e tradizioni dell'anima

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  • Simona Gibroni
    Simona Gibroni    Premium Member   Group moderator
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    Il papavero
    LA STORIA

    Sembra che i Sumeri, cinquemila anni fa, ne conoscessero l’azione narcotica.
    I Greci antichi rappresentavano la Morte e la Notte coronate di Papaveri.
    Esculapio, mitico medico del mondo greco antico, pare che lo utilizzasse per curare i mali della mente.
    Nella mitologia orientale Papavero nasce dalle palpebre del Budda, che se le era recise per resistere al sonno. Paracelso, medico del Rinascimento, lo usava in forma di tintura di Oppio.
    Papavero è stato celebrato da poeti e romanzieri, con particolare suggestione da Marcel Proust, il raffinato autore francese dell’insuperabile Recherche.

    USO CURATIVO

    "Utilizzato dai tempi più remoti, è decongestionante, espettorante, sudorifero e benefico per la tosse stizzosa; nell’uso interno è anche eccellente contro l’insonnia, specie di bambini e anziani.
    Valido antirughe, nell’uso esterno rende la pelle morbida e fresca."

    ALTRI USI

    Alimentare

    I semi di papavero essiccati, cosparsi sul pane prima che venga infornato gli conferiscono un inconfondibile aroma nocciolato.
    Aggiunti al curry, ne aumentano consistenza e fragranza, mentre le foglie di papavero (200 g), unite a due o tre pomodorini, sono ottime in frittata.

    Decorativo

    Le aiuole estive ricche di papaveri, pur essendo rustiche, donano al giardino un’atmosfera allegra e naturale, soprattutto con le specie levigatum, commutatum, lorely.
    In inverno, le teste di papavero essiccate sono adatte a vivacizzare anche le composizioni più ricercate.
    Nella tintura Il rosso ottenuto dai petali del papavero, del peso equivalente al peso della lana, bolliti per 45 minuti da soli, e per altri 45 minuti con la lana trattata con allume di potassio, è molto bello, anche se poco resistente.

    “Api, fulve ospiti degli alveari, su via rivolate a pascere le ruvide punte dell’acre timo, o del papavero i petali...”
    Diodoro Siculo, Sic vos non vobis