Natura e tradizioni dell'anima

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  • paola chirico
    paola chirico    Premium Member   Group moderator
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    L'aromaterapia e un po' di storia 2^ Parte
    Bentrovate/i,
    Riprendiamo il nostro viaggio nel mondo dell'aromaterapia ed incontriamo Maometto, che, ai suoi tempi, adorava i profumi e ne consigliava caldamente l'uso ai fedeli. Le fragranze dell'Arabia diventarono famose, e dopo le Crociate furono apprezzate anche nel centro dell'Europa.
    Elisabetta I d'Inghilterra fece profumare tutti gli ambienti del palazzo reale e, in occasione di una visita del Duca di Anjou, fece sparare delle cannonate profumate.

    Per molti secoli, spezie, aromi ed essenze furono il carico più prezioso di spedizioni lunghe e pericolose, via terra e via mare, e costituirono anche il tributo da pagare ai popoli vincitori.
    L'arte di ottenere essenze dalla spremitura di bucce d'agrumi é tipicamente italiana; il prodotto di queste fatiche fu però per la maggior parte esportato in Francia, assieme all'alcolato di violetta di Parma. Napoleone comperava l'acqua di colonia a casse, mentre sua moglie Josephine Beaurharnais preferiva il muschio, profumo di origine animale.

    In Italia per tutto il Settecento andò di moda l'acqua di fiori e foglie d'arancio amaro adoperato dalla principessa Orsini di Nerola, che diede il nome al profumo "neroli", che ancora oggi definisce l'olio essenziale ricavato dai fiori d'arancio.
    Era già noto che le essenze profumate (a quel tempo tutte di origine naturale) sono anche disinfettanti e proteggono da molte malattie, come dimostra per esempio l'Acqua dei Carmelitani, a base di melissa. Tuttavia, parecchio tempo dovette ancora passare prima che gli oli essenziali tornassero a prendere il loro posto d'onore, tra i rimedi naturali.

    L'AROMATERAPIA OGGI

    Negli anni Trenta, il chimico francese René-Maurice Gattefossé condusse delle ricerche ancora oggi fondamentali per l'aromaterapia, e in Italia uomini come Giovanni Gatti, Renato Cajola e Paolo Rovesti, si occuparono della dimostrazione clinica delle proprietà terapeutiche degli oli essenziali. Nel 1964, il francese Jean Valnet ha pubblicato "Aromathérapie", e più tardi, Paul Belaiche e altri hanno compiuto ricerche che oggi sono alla base dell'aromaterapia in tutto il mondo.

    La nostra civiltà sta riscoprendo il senso dell'olfatto. Nelle conversazioni, è vero, viene ancora considerato sconveniente fare accenno a odori sgradevoli o gradevoli che siano. Ma intanto le campagne e le promozioni di vendita di svariati prodotti si sono appropriate del nostro naso, forti della scoperta che il messaggio olfattivo è spesso "subliminale", cioè non viene sempre decodificato coscientemente, per cui un'automobile rivestita internamente di plastica, ma che emana un buon odore di pelle e cuoio diventa un oggetto più desiderabile, più facolmente acquistato, e così via per infiniti altri oggetti di consumo.

    Attraverso la rivista "National Geographic", il Monell Chemical Sense Center di Philadelphia ha eseguito un'indagine sulle capacità olfattive di 126.000 persone in tutto il mondo. Uno dei risultati pare che la capacità di percepire gli odori non diminuisca con l'età (contrariamente agli altri organi di senso), ma che con l'avanzare degli anni diminuisca la capacità di distinguere e riconoscere gli odori. L'olfatto femminile si preserva di più, mentre i fumatori di entrambi i sessi hanno naso "ottuso".

    Anche per oggi mi fermo qui... i prossimi argomenti: 1) Che cos'è l'aromaterapia?; 2) Che cosa sono gli oli essenziali?

    Con simpatia
    Paola