LAVORO AMMINISTRATIVO

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    ALESSIO COGHE
    (not a XING member)
    This is war! by Robert Capa e Gerda Taro
    «This is war!» titolava il «Picture Post» il 3 dicembre 1938 mostrando le foto scattate da Robert Capa durante la battaglia del Rio Segre in Spagna. E «Così è la guerra» ribadisce la mostra che dal 27 marzo arriverà da Forma, grazie all'impegno della Fondazione Corriere della Sera e di Contrasto. Sei reportage realizzati dal fotografo (nato a Budapest nel 1913), durante la Guerra di Spagna, il conflitto Cino-Giapponese e la Seconda Guerra Mondiale. Trecento immagini, scatti leggendari ma anche lavori inediti, più documenti e testimonianze per raccontare una vita passata in prima linea. «Se la tua foto non è bella vuol dire che non eri abbastanza vicino», questa la sua unica regola, e Capa è arrivato vicinissimo a tutto ciò che ha voluto raccontare. Quando i soldati americani sbarcarono a Omaha Beach il 6 giugno 1944, lui, inviato di «Life», era tra loro (in mostra si potranno vedere le dieci foto così come furono fatte nella sequenza originale). Anche il miliziano ucciso in Spagna e oggetto di tante polemiche era autentico e a pochi metri da Capa, come dimostrano le altre immagini scattate quel giorno e qui raccolte. Vicini erano i soldati in battaglia sul Rio Segre, i profughi spagnoli in fuga verso la Francia, gli aerei che sferrarono l'attacco su Hankou, Lipsia e i suoi morti. Capa ha fotografato tutto cancellando le distanze, senza paura e senza censure, perché «questa è la guerra», fatta di morti e sofferenze. La guerra che nel '54 uccise lui in Vietnam, ma che già 17 anni prima, in Spagna, aveva colpito a morte la sua compagna Gerda Taro.

    Non è un caso se Forma ha voluto affiancare alla mostra di Capa una retrospettiva dedicata alla prima reporter di guerra. La testimonianza della Taro è legata a doppio filo a quella del compagno e collega. Quando si conobbero, nel '35 a Parigi, Capa si chiamava ancora André Friedmann, era un bravo fotografo ungherese di tre anni più giovane di lei che a fatica piazzava i suoi lavori. Insieme decisero di lavorare fianco a fianco e di cambiare i loro nomi, lui diventò Robert Capa, lei restò Gerda di nome e trasformò il cognome da Pohorylle a Taro. Fu così che due sconosciuti fotografi ebrei emigrati si trasformarono in due leggende della fotografia.

    Robert Capa e Gerda Taro Forma. Piazza Tito Lucrezio Caro 1 Tel. 02.58.11.80.67. Orari: 11-21; giovedì e venerdì 11-23; lunedì chiuso. Ingresso: euro 7.50/6. Dal 27 marzo (ore 19, a inviti) al 21 giugno.

    FONTE: http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/09_m...

    Irene Lasalvia