LAVORO AMMINISTRATIVO

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  • Dr. Francesca Colica
    Dr. Francesca Colica    Group moderator
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    Parliamo un pò di web
    L’accesso al web? Un diritto di tutti
    “Oggi c’è una partecipazione garantita dai media digitali che non ha mai visto eguali prima”. Così si esprime uno dei più grandi esperti in Italia di social media e business networking come Michele Ficara Manganelli, presidente di Assodigitale. L’Associazione Italiana Operatori Industria e Media Digitali è tra le prime nate nel nostro Paese per lo sviluppo del digitale nella società in generale e nel business in particolare, e oggi è in prima linea sul fronte della tutela e della diffusione dei diritti digitali.
    Ficara Manganelli ha ricoperto in passato la funzione di Consulente di Direzione per l’Advisory Board in Ansa, di Ceo in Euphon e nel 1995 ha fondato Immediapress, la prima Agenzia di Stampa specializzata nella raccolta e distribuzione delle informazioni stampa con il circuito Digitale Cross-Mediale (poi acquisita nel 1998 dal Gruppo Adnkronos). Ha ricoperto il ruolo di Direttore Commerciale per Inferentia DNM e di Direttore Commerciale e Marketing in Athena 2000 (Gruppo Fininvest). Attualmente è anche membro del Consiglio direttivo con la delega alle Relazioni istituzionali in GSA, Associazione Italiana dei Giornalisti Specializzati.
    La continuazione dell'articolo sul sito: http://www.comunicatoripubblici.it/index.html?id=165&n_a...
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    ALESSIO COGHE
    (not a XING member)
    Re: Parliamo un pò di web
    Grazie Francesca per questo prezioso contributo, che offre numerosi spunti di dibattito. Si è parlato spesso della necessità che il WEB diventi accessibile a tutti, in quanto strumento divulgativo importantissimo e di estrema utilità.
    L'attuazione di ciò è ancora di là a venire, purtroppo. Dico purtroppo, con la consapevolezza che chi non ha possibilità di accesso all' omniscienza di questi anni rischia di essere un pò tagliato fuori. Cito l'esempio di occasioni di lavoro che sono presenti solo online, per esempio. E bisogna essere convinti che chi non ha conoscenze (almeno di base) informatiche, è l' analfabeta dei tempi che stiamo vivendo.

    A tal proposito voglio inserire io uno spunto di riflessione, con riferimento all'approccio al web da parte delle PA, dove si evidenzia anche una certa difficoltà da parte di alcune amministrazioni a entrare nel mondo del WEB, e in cui si offre un punto di vista interessante sulle possibilità e impossibilità del WEB gratuito.

    A cura di Roberto Castaldo | giovedì 19 ottobre 2006
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    La normativa italiana riguardante i servizi delle Pubbliche Amministrazioni sul Web, cioè la legge Stanca 4/2004 ed il Codice per l’Amministrazione Digitale, ha avuto l’indiscusso merito di avviare nel mondo della Pubblica Amministrazione una riflessione sull’uso della rete per la diffusione di informazioni e l’erogazione di servizi destinati a tutti i cittadini.

    Se da una parte la legge riconosce a ciascun cittadino italiano il diritto di “incontrare” le PA sul Web, dall’altra stabilisce il dovere per le stesse PA di attrezzarsi in maniera da rendere facile e produttiva l’esperienza Web per tutti i cittadini.

    La questione che in molti hanno sollevato è legato al costo della transizione: brutalmente, quanto costa applicare anche soltanto i ventidue requisiti tecnici che la legge Stanca rende obbligatori per le PA? Ed il problema sembra avere un certo fondamento, soprattutto alla luce di quanto la stessa legge prevede, laddove essa dice che le PA devono operare nell’ambito delle ordinarie disponibilità di bilancio. Di qui sono nate anche tante interpretazioni equivoche e fuorvianti della legge, molte di esse basate sul concetto di “costo zero”.

    Allora, è corretto dire che la legge Stanca richiede che i siti delle PA diventino accessibili “a costo zero”? Se con questa dicitura si vuol far passare il concetto che l’accessibilità dei siti Web della PA non deve costare niente, è ovvio che siamo fuori strada. Ciò che dovrebbe essere spiegato in maniera forte e chiara è che se si parte da una cifra di “zero euro”, anche la costruzione di un sito a livello amatoriale costa qualcosa in più di zero! Ma le PA che già sono presenti in rete non partono certamente da zero, il loro bilancio infatti già prevede un qualche, seppur limitato, stanziamento per il sito Web. Forse per le PA che non hanno ancora un sito Web il problema dei costi e degli stanziamenti da prevedere si pone in maniera un po’ più urgente, ma anche qui è necessario fare chiarezza, con particolare riferimento al concetto di accessibilità e di qualità di un’applicazione Web.

    FONTE: http://webaccessibile.org/articoli/quanto-costa-il-web-per-t...

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