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Giuseppe Catalani Group moderatorThe company name is only visible to registered members.Un nuovo filtro per l’arsenico
di Tiziana Moriconi
Un nuovo tipo di filtro potrebbe rendere più efficiente e sicura la rimozione dall’acqua dell’arsenico, che tuttora causa morte per tumore, ritardi cognitivi, problemi neurologici e danni agli organi in migliaia di persone che vivono in Bangladesh, Argentina, Cina, Ghana, India e in alcuni pesi degli Stati Uniti.
La membrana è stata messa a punto dai ricercatori della Ibm, che si sono inventati un nuovo modo di impiegare alcuni materiali - gli alcoli fluorurati - usati nei chip dei computer. A differenza degli altri polimeri in uso, quello che costituisce la membrana di questo filtro è in grado di funzionare molto bene ad elevati pH. In condizioni basiche, sia il fluoro del polimero sia l’arsenico presente nell’acqua si caricano negativamente e, quindi, si respingono. Inoltre, come spiega Young-Hye Na, coordinatrice del progetto, il gruppo fluorurato protegge la membrana dal cloro usato per disinfettare l’acqua, che ha l’effetto collaterale di degradare i polimeri normalmente impiegati nei filtri.
Il filtro è stato sviluppato presso il laboratorio di Robert Allen, responsabile del reparto chimico dell’Almaden Research Center, a San Jose (California), e dalla Central Glass, un'azienda di Tokyo. “Da quando i polimeri sono usati nei filtri, cioè dagli anni Settanta, non c’è stata nessuna grande innovazione tecnologica”, sostiene Allen. In realtà questo non è del tutto esatto. Nel 2004, per esempio, i ricercatori olandesi avevano testato in Bangladesh un filtro che utilizza sabbia rivestita di ossido di ferro, in grado di assorbire l’arsenico quando l’acqua passa attraverso di esso e di filtrare cento litri al giorno (Un filtro per l’arsenico); per quanto riguarda la desalinizzazione, invece, si stanno testando nuove membrane a nanotubi di carbonio. Ma vero è che la rilevazione e la rimozione chimica di metalli pesanti e di elementi tossici su grandi volumi di acqua prevedono ancora processi dispendiosi e potenzialmente pericolosi. Spesso, inoltre, è necessario poter distinguere i vari isotopi delle sostanza: nel caso dell'arsenico l'isotopo 3 è cinquanta volte più dannoso dell'isotopo 5 (Sorsi amari). Di queste due forme principali dell’arsenico, una è più difficile da filtrare rispetto all'altra. Stando a quanto riportano i ricercatori della Ibm, il loro polimero sarebbe in grado di fermare dal 95 al 99 per cento di questa forma (contro l'80 dei filtri tradizionali).
“Se è vero che il materiale è più costoso del convenzionale poliammide”, continua Allen, “la membrana è molto più sottile, appena 100 nanometri: se funzionano, quindi, questi filtri potranno essere anche convenienti”. La Ibm spera di testarli presto, a cominciare dal Bangladesh, probabilmente il paese più inquinato dall’arsenico.
Qui, infatti, estese contaminazioni risalenti agli anni Settanta sono state scoperte solo nel 2002: i risultati delle analisi condotte allora mostravano che la maggior parte dei pozzi erano erroneamente classificati come sicuri (Pozzi all’arsenico, Il rischio nel bicchiere). A causa delle colture avvelenate, inoltre, la vita di circa 270mila abitanti è ancora a rischio (Arsenico nel riso). Come se non bastasse, uno studio di Guillermo Marshall, docente alla Pontificia Universidad Católica del Cile di Santiago, e di altri studiosi dell’Università della California di Berkeley aveva dimostrato, nel 2007, che il metallo continua a causare cancro ai polmoni e alla vescica anche dopo decenni dall’esposizione (La longa manus dell’arsenico). Mentre l'Organizzazione Mondiale della Sanità e la rivista The Lancet continuano a denunciare gli effetti di questo e di altri inquinanti sui bambini (Crescite interrotte dalla povertà).
http://www.galileonet.it/il-punto/11646/un-nuovo-filtro-per-...
- 19 Oct 2009, 06:47 am
