We talk about management  - technology (cosmetics and food dietary hotellerie) - marketing - interior design

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  • Giuseppe Catalani
    Giuseppe Catalani    Group moderator
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    Sfruttare la crisi: questo l’approccio degli Europei
    Uno studio di TNS evidenzia quanto gli atteggiamenti dei consumatori siano importanti per la sopravvivenza dei brand. Più del 40% degli intervistati, in Europa vede la recessione come un’opportunità da sfruttare e rifiuta pertanto atteggiamenti di vittimismo nei confronti della crisi. L’ultimo studio di TNS, “Sostenere le marche in tempi difficili”, evidenzia che gli Europei sono portati a cambiare i loro comportamenti durante la recessione e sono ottimisti sul fatto che l’economia si riprenderà completamente nel giro di un paio d’anni.

    TNS ha effettuato l’indagine in 6 Paesi europei, Italia, Germania, Francia, Gran Bretagna, Olanda e Spagna, per valutare le attitudini ed i comportamenti tenuti durante la recessione. Sono stati individuati sei grandi gruppi di consumatori, a seconda del loro modo di gestire la crisi. Il principale (42% degli Europei, 40% degli italiani), quello di coloro che “fa strategie e pianifica”, evidenzia atteggiamenti di ricerca del controllo sulla sfera finanziaria, preferendo investire tempo nella ricerca di prodotti prima di spendere il proprio denaro. Ma, più di un terzo delle persone intervistate in Europa cerca di sfruttare al massimo la situazione economica per vivere più intensamente, e più precisamente si evidenziano tre gruppi in quest’area, i “trionfatori” (15%), che comprano solo il meglio, “gli indulgenti” (9%), che approfittano di saldi e sconti, e coloro che “combattono e sfruttano la situazione” (9%) che rifiutano di sentirsi delle vittime e vogliono vivere appieno la propria vita. Un numero significativo di Europei, poi, (15%) preferisce invece intraprendere un approccio più pragmatico affrontando l’incertezza finanziaria e… “collabora, ed accetta” la situazione, dandosi budget limitati di spesa e ritornando ai valori fondamentali.

    Infine, il 10% degli intervistati “si ritira e si difende”, fa sacrifici per proteggere la famiglia e cerca conforto e supporto, dove possibile. Focalizzandoci sul nostro Paese, gli Italiani sembrano reagire in maniera leggermente diversa: il gruppo di coloro che nonostante la crisi sembra voler vivere comunque intensamente, raggiunge soltanto il 23% (contro un 33% della media dei Paesi), mentre coloro che presentano atteggiamenti più razionali e preoccupati sono il 23% (gruppo di coloro che “collaborano ed accettano”). Gli Italiani sembrano meno inclini a vivere positivamente ed appieno la situazione: sembrano emergere prevalentemente atteggiamenti di incertezza, bisogno di attenzioni e cure per i propri cari, ritorno ai valori fondamentali. Le reazioni alla recessione variano poi nei diversi Paesi. In Italia e Spagna, ci sono maggiori livelli di ansia, con il minor numero di persone che “combattono e sfruttano la situazione” ed il maggior numero di persone che hanno deciso di “ritirarsi e difendersi”. L’opposto in Olanda, dove il segmento di coloro che si “ritira e si difende” è veramente limitato, mentre c’è il maggior numero di coloro che “trionfano”. In Germania e Francia, il segmento degli “indulgenti” è il più alto, rispetto agli altri 6 Paesi, con gli intervistati che dichiarano spesso visioni a breve termine. La Gran Bretagna, invece, mostra il più alto numero di persone che “collaborano ed accettano” ma anche se vanta un gran numero di persone che ha deciso di “fare strategie e pianificare” questo segmento rimane più limitato rispetto agli altri Paesi analizzati. “Raggruppando i consumatori in questo modo, veniamo a conoscere molto di più sulle loro personalità, sulle loro emozioni e sulle reazioni che queste comportano in momenti di difficoltà economica. E spesso è proprio la personalità ad attivare/sollecitare le decisioni d’acquisto – dice Grazia Grassi, Responsabile Settore Consumer di TNS, in Italia. Alcuni, che reagiscono con atteggiamenti più determinati, combattono la crisi e cercano di sfruttare la situazione: costoro si muoveranno più facilmente verso brand che sembrano reagire in modo particolare, che emergono dalla massa; mentre un consumatore che “pianifica e fa strategie” acquisterà più facilmente prodotti che offrono informazioni chiare sul prodotto, sul suo valore e sul prezzo.

    Sviluppando le nuove strategie di comunicazione, le aziende devono ricordare che un cambiamento economico e sociale di grande portata, come la crisi economica attuale, porta il consumatore a rispondere in modo molto diverso negli atteggiamenti concreti e pertanto devono definire in modo chiaro il target di consumo cui vogliono comunicare: solo così potranno individuare le tipologie di messaggio con il miglior potenziale per costruire relazioni forti e durature con i consumatori della propria marca”.

    http://www.marketingjournal.it/sfruttare-crisi-lapproccio-eu...