Group: Le mappe del pensiero

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Article thread - Articles 1-4 out of 4

  • mappe in movimento 23 Jul 2009, 12:25 pm

    ciao a tutti mi chiamo barnaba francesco e sono anch'io un appassionato di mappe, volevo proporvene qualcuna sul mio blog http://gradiniemappe.blogspot.com/

    Gradiniemappe per indicare una scala di progressi che le mappe devono ancora compiere prima di potere costituire un modello valido paragonabile ad altri settori della scienza o della nostra vita in generale, come per esempio il tempo ed il movimento, che ha portato quadri e pitture ad evolversi ed a trasformarsi in cinema e pellicole, pur lasciando sempre uno spazio a disposizione per le illustrazioni. Oppure come nel mondo della fisica, dove da ormai 80 anni siamo a conoscenza di antiparticelle e antimateria, ed invece nel mondo delle mappe non si parla ancora di antimappe ed antitopic.
    Su http://gradiniemappe.blogspot.com/ appunto una mappa in movimento, con un'organizzazione dei dati non come ripresi da una fotocamera, immagine statica ma come ripresa da una videocamera

    Spero di trovare altre persone interessate alle mappe mentali per un semplice scambio di vedute o anche per qualcosa in piu' tipo collaborazioni ecc. A presto
  • Re: mappe in movimento 29 Jul 2009, 09:35 am

    Ciao Barnaba, benvenuto

    Quando la mappa viene proposta come strumento di rappresentazione, mi piace pensarla come un singolo fotogramma nel percorso evolutivo di un pensiero, che ha una sua dinamica, rallentamenti e accelerazioni; in alcuni casi ad esempio ci si muove sul piano del contenuto (aggiungo/tolgo/modifico quanto nella mappa ho messo, senza cambiare il paradigma); in altri su quello della modalità espressiva (passo da una mappa mentale a una solution map, oppure a una concettuale).

    In questo senso, se interpreto bene la proposta che fai, trovo utile considerre anche il fattore "tempo" , superando la rappresentazione statica.

    Sarei curioso di sapere qualcosa in più delle evoluzioni che farai sul tuo blog e avere anche qui dei "rilanci" a quanto verrai pubblicando.
    Spero sarà utile per attivare un confronto e... magari anche svilupparne i concetti.
    :-)

    A presto

    Alberto

    P.S.

    Uno dei punti sui quali spesso insisto è l'importanza del processo, più che del prodotto: il contenuto della mappa in sè potrebbe non essere significativo, magari neanche esteticamete bello, ma... nel momento in cui è stata di aiuto nel processo mentale di chi la realizza... ha già raggiunto il suo risultato.

    Anche la mia mappa che hai pubblicato sulla realizzazione del nuovo sistema informativo è un fotogramma e... "ci fa immaginare" quanto in quel momento stava avvenendo nell'ambito di quella riunione tra decisori, ma... un conto è il film, un conto il fotogramma.
    This article was modified on 29 Jul 2009 at 09:36 am.
  • Re^2: mappe in movimento 04 Nov 2009, 4:07 pm

    Ho ripreso ad aggiornare il blog, dopo un periodo di stop. Volevo riprendere dalla definizione di mappe mentali e concettuali, supponendo che esiste una terza mappa, unione delle due. Anzi che le mappe concettuali e mentali non esistano, se non in una visione parziale del nostro pensiero, un po' come l'occhio destro e l'occhio sinistro, oppure la gamba destra e la gamba sinistra, paragone, l'ultimo, che forse fa capire meglio la differenza tra le due mappe prese separatamente e le due mappe facenti parte di uno stesso insieme, per cui ci sono delle strette relazioni fra le mappe mentali e concettuali (forse sono il risultato della elaborazione dei due emisferi, destro e sinistro?).
    O come magnetismo ed elettricita', dove dopo il periodo di analisi iniziale da separati
    ------------------------
    (da wikipedia: Cenni storici
    Il primo fisico a scoprire una prima decisiva correlazione tra elettricità e magnetismo fu Hans Christian Ørsted, un fisico danese che eseguendo un esperimento (peraltro già effettuato diciotto anni prima da Gian Domenico Romagnosi [1]) noto oggi come esperimento di Ørsted, intuì che un filo percorso da corrente elettrica generava attorno a sé un campo magnetico. In seguito fu il chimico britannico Michael Faraday a condurre una simile esperienza (ribattezzata esperimento di Faraday) con cui dimostrò che un conduttore percorso da corrente immerso in un campo magnetico subisce una forza, che egli prontamente misurò, controbilanciandola con dei pesetti.
    ------------------------

    si cominciarono a trovare dei collegamenti fra le due scienze.

    Scocco in primis (mi fido del siti e blog di alessio sperlinga http://www.alessiosperlinga.it/mappe/sitieblog.asp) dovrebbe conoscere bene la differenza tra le due mappe: secondo Scocco (ma anche secondo qualcun altro del gruppo) come dovrebbe essere questa mappa concetto-mentale? O forse, partendo dall'inizio, secondo Scocco e company c'è la mappa concetto-mentale o le mappe concettuali e mentali rimarrano sempre separate?

    (per adesso non rispondo al fattore tempo del post precedente)
  • Re^3: mappe in movimento 07 Nov 2009, 10:18 am

    Ciao Francesco

    Molto interessante la domanda che poni, sia per l'argomento in sè, sia per il modo in cui l'hai posta.

    Credo che dare un nome alle cose per certi versi semplifichi il quadro del discorso, per altre lo complichi.
    Non sta a me aprire e trattare questo tema sul piano filosofico. In ogni caso credo possa essere utile, mentre si affronta un problema, sapere di quali strumenti si dispone.
    Se si ha questa consapevolezza, gli strumenti possono essere utilizzati anche con grande disinvoltura, mischiandoli a proprio piacimento per il raggiungimento dell'obiettivo (un mio amico meccanico, venuto a casa mia per un'emergenza alla mia auto, mi ha riparato un problemino che aveva con una tenaglia da idraulico... e... non sono stato lì a dirgli "Eh.. no.. così non vale.. troppo facile!" :-D )
    Quando invece dovremo parlare, dialogare, comparare, scegliere... sceglieremo i nomi più appropriati per aiutarci a capire e a farci capire.

    Tornando a noi, credo che i nomi delle varie tipologie di mappe servano per utilizzarle bene (soprattutto i primi tempi, quando ancora non si ha molta dimestichezza), non per costringere il pensiero.
    In questo senso trovo che le "battaglie di religione" tra sostenitori delle mappe mentali e della mappe concettuali siano poco utili, anzi... dannose, perchè fanno concentrare l'attenzione sul nome in sè, e non su contesti/situazioni/problematiche per le quali possono essere utilizzate.
    Per questo mi sono permesso di chiamare "solution map" quello spazio intermedio vastissimo che si colloca tra le due; tra l'altro... poichè lo spazio in questione ha molte dimensioni, il tentativo potrebbe essere velleitario, dato che non c'è un solo modo per "ibridare" tra loro le due tecniche.

    Il mio contributo col libro "Costruire mappe per rappresentare e organizzare il proprio pensiero" è stato di gettare un sasso nello stagno delle "mappe del pensiero".
    Ho parlato di quegli oggetti gerarchico-associativi, realizzati quasi sempre con SW.
    Poichè non avevano un nome, questi oggetti venivano assimilati a mappe mentali oppure a mappe concettuali, pur non essendo nè l'una nè l'altra (questo problema si è verificato solo in Italia... all'estero non mi risulta se lo siano posto neanche... nel bene e nel male noi italiani siamo molto bravi a fare queste disquisizioni).
    Chiamare quegli oggetti "mappa mentale" era sbagliato, ed è stato su questo che ho concentrato la mia ricerca.
    Per giungere al nodo del discorso, nel mio libro e nei miei corsi, dopo aver parlato di emisfero SX/DX e di lateralità, parlo di "mappe gialle" e "mappe blu", associandole proprio al fatto che, per gli strumenti evocativi/espressivi che impiegano, chiamano in causa soprattutto l'emisfero DX o SX, aiutandoci nell'esercizio del pensiero.

    Nel tuo post introduci la metafora elettro-magnetica. Mi permetto di semplificarla a scopi divulgativi:
    - se c'è campo elettrico c'è campo magnetico, e viceversa
    - la relazione tra i due è nota.
    Quando in fisica ci sono legami di questo genere tra fenomeni, si ha una opportunità fantastica: una cosa non me la spiego bene con i fenomeni e le formule (ovvero... gli strumenti) che conosco? Posso aggirare l'ostacolo usando l'armamentario tipico dell'altro fenomeno!
    ;-)

    Questo è verissimo ma, restando nella metafora fisica che hai introdotto, concorderai con me che in passato è stato (non introduciamo odierni concetti di quantistica, altrimenti salta la metafora) utile non mischiare i due concetti/fenomeni, elettrico da una parte, magnetico dall'altra, proprio per facilitare il passaggio dall'una all'altra e compiere quella operazione mentale, specie a chi è alle prime armi.

    Che poi, presa dimestichezza con le mappe, si possa allegramente fare dei bei disegni, singolarmente o in gruppo, che in certi momenti assomigliano più a mappe concettuali e in altri a mappe mentali, e che
    - nella loro creazione, aiutano a sviluppare il pensiero
    - alla fine rappresentano bene processo e risultato dell'elaborazione
    è sotto gli occhi di tutti, ma... a questo bisogna arrivarci.

    Siccome in letteratura le mappe concettuali (soprattutto) e le mappe mentali (un pò meno) sono documentati, molti degli interessati li conoscono, nei miei corsi e nel mio libro è stato abbastanza semplice arrivare a questo obiettivo parlando anche della differenza che esiste tra i due, ma... sono aperto a suggerimenti!
    :-)

    A presto!

    Alberto

    P.S. Ma.... quando parli di "Scocco e company"... a chi ti riferisci?!
    Ho scritto il mio libro per esplicitare il mio punto di vista, ma... non credo basti questo per creare delle aggregazioni...
    :-D

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