Libri & Dintorni

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  • Dr. Patrizia Dall'Occa
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    Poesie incivili (aprile 1960)

    Frammento alla morte


    Vengo da te e torno a te,
    sentimento nato con la luce, col caldo,
    battezzato quando il vagito era gioia,
    riconosciuto in Pier Paolo
    all'origine di una smaniosa epopea:
    ho camminato alla luce della storia,
    ma, sempre, il mio essere fu eroico,
    sotto il tuo dominio, intimo pensiero.
    Si coagulava nella tua scia di luce
    nelle atroci sfiducie
    della tua fiamma, ogni atto vero
    del mondo, di quella
    storia: e in essa si verificava intero,
    vi perdeva la vita per riaverla:
    e la vita era reale solo se bella...

    La furia della confessione,
    prima, poi la furia della chiarezza:
    era da te che nasceva, ipocrita, oscuro
    sentimento! E adesso,
    accusino pure ogni mia passione,
    m'infanghino, mi dicano informe, im
    puro
    ossesso, dilettante, spergiuro:
    tu mi isoli, mi dai la certezza della vita:
    sono nel rogo, gioco la carta del fuoco,
    e vinco, questo mio poco,
    immenso bene, vinco quest'infinita,
    misera mia pietà
    che mi rende anche la giusta ira amica:
    posso farlo, perché ti ho troppo patita!

    Torno a te, come torna
    un emigrato al suo paese e lo riscopre:
    ho fatto fortuna (nell'intelletto)
    e sono felice, proprio
    com'ero un tempo, destituito di norma.
    Una nera rabbia di poesia nel petto.
    Una pazza vecchiaia di giovinetto.
    Una volta la tua gioia era confusa
    con il terrore, è vero, e ora
    quasi con altra gioia,
    livida, arida: la mia passione delusa.
    Mi fai ora davvero paura,
    perché mi sei davvero vicina, inclusa
    nel mio stato di rabbia, di oscura
    fame, di ansia quasi di nuova creatura.

    Sono sano, come vuoi tu,
    la nevrosi mi ramifica accanto,
    l'esaurimento mi inaridisce, ma
    non mi ha: al mio fianco
    ride l'ultima luce di gioventù.
    Ho avuto tutto quello che volevo,
    ormai:
    sono anzi andato anche più in là
    di certe speranze del mondo: svuotato,
    eccoti lì, dentro di me, che empi
    il mio tempo e i tempi.
    Sono stato razionale e sono stato
    irrazionale: fino in fondo.
    E ora... ah, il deserto assordato
    dal vento, lo stupendo e immondo
    sole dell'Africa che illumina il mondo.

    Africa! Unica mia
    alternativa

    Pier Paolo Pasolini