Career Coach

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Posts 1-7 of 7
  • Dr. Daniela Gigante
    Dr. Daniela Gigante    Premium Member
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    Diamo a Cesare quel che è di Cesare! (ti riconosci nella tua etichetta?)
    Riflettevo sul fatto che la maggior parte delle persone libere finisce per fare (e quindi, forse, per essere) qualcosa di diverso da quanto aveva scelto. Anche quando si parte per la strada giusta, sono gli altri che ti scelgono e ti danno un “ruolo” che spesso non ti corrisponde. Questo si collega a quanto ha scritto Helga (siamo tutti etichettabili/etichettati) e da questo nasce anche molta infelicità.

    Siamo nell’epoca dell’apparenza: ma è proprio così bello indossare la nostra bella mascherina? Ed è proprio vero che tutti hanno voglia di fare carriera piuttosto che stare a casa a fare la calza? Sul lavoro trovo tanta gente davvero fuori luogo, che è lì solo per guadagnarsi il pane (perché non lavorare in un forno allora?)!

    Per realizzarsi, bisogna crederci, avere passione. Forse sarebbe meglio chiederci chi siamo veramente prima di partire con imprese improbabili e che non ci appartengono.
  • Luca Vanzulli
    Luca Vanzulli    Group moderator
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    Re: Diamo a Cesare quel che è di Cesare! (ti riconosci nella tua etichetta?)
    Parole sagge! Spesso è vero le nostre strade cambiano direzione per eventi e incontri od opportunità.
    Cero in questo scenario economico non sempre è facile poter fare quello che veramente si vorrebbe portare avanti...certo che crederci è un ottimo punto di partenza.
    Personalmente se svolgo attività che mi piacciono le mie forze sono inesauribili...
  • stefania baglieri
    stefania baglieri
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    Re: Diamo a Cesare quel che è di Cesare! (ti riconosci nella tua etichetta?)
    Io ho sempre pensato la stessa cosa, ma la vita oggi è troppo dura e quando ti trovi a difficoltà di fronte a cui la tua personalità non centra, cosa fai?..fai tre passi indietro a metti anche tu quella famosa maschera che ti fa apparentemente felice..
    Io sono molto stanca, ultimamente non faccio che pensare che voglio reagire a me stessa, ma le mie situazioni mi hanno tolto ogni forza e coraggio..vorrei potermi togliere questa maschera e dire BASTA! adesso decido io e si riparte, ma come si fa?
    La crisi ha infestato ormai ogni settore e angolo del mondo...e i miei sogni dovranno aspettare ancora..
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  • Marco Piva
    Marco Piva
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    Re: Diamo a Cesare quel che è di Cesare! (ti riconosci nella tua etichetta?)
    Rispondo a Daniela,

    riprendendo l'argomento etichette "Siamo tutti etichettabili ed etichettati?
    https://www.xing.com/app/forum?op=showarticles;id=20148226



    Credo che la distinizione tra quel che ci sentiamo ed il come gli altri ci vedono sia essenziale per poter crescere.
    Gli altri, il mondo esterno, segue la strada più facile. Ci vede come ci ha sempre visti, nel ruolo sempre sostenuto.

    Ma noi dobbiamo sapere chi siamo, dove vogliamo andare e quali sono i nostri punti di forza e risorse che ci possono aiutare.
    Per spingerle, per dar loro forza. E per creare ed aggiungere ciò che occorre alla nostra crescita.
    Una specie di inventario delle nostre risorse interne.

    Il modo con cui gli altri ci vedono finisce con ricalcare quella che noi abbiamo di noi stessi.
    Per questo dobbiamo mettere decidere cosa vogliamo diventare, cosa ci appassiona di più, cosa potrebbe farci tirar notte senza toglierci energia...
    Come dice giustamente Luca: "...se svolgo attività che mi piacciono le mie forze sono inesauribili".

    Capisco la "stanchezza" di Stefania, che vede nella crisi un macigno che ostacolola i sogni di progetti.
    Con un "Ma.,.."
    La crisi in corso sta frenando molte attività, ma le idee non si fermano.
    Le grandi aziende usano i momenti di crisi per riorganizzarsi, peridentificare i settori con maggiori prospettive, per formare chi guiderà la ripresa quando la crisi passerà.

    In piccolo anche noi possiamo agire per crescere, per studiare il mercato, capire cosa occorrerebbe per far nascere opportunità. E se vedremo risposte positive quando tutti son cauti, sapremo che il nostro progetto ha i numeri per poter passare da sogno al concreto.

    Poco importa il ruolo che ricopriamo ora, l'etichetta con cui alziamo la mattina.

    L'importante è che ci sentiamo sulla strada giusta verso la nostra realizzazione.
    Come suggerisce Helga: "professionisti in evoluzione".
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    Mattia Rossi    Premium Member
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    Re^2: Diamo a Cesare quel che è di Cesare! (ti riconosci nella tua etichetta?)
    Salve a tutti.
    Siamo sì etichettabili e etichettati. Ovvio e inevitabile, affinché ci sia riconosciuto il nostro posto sullo scaff.. ehm chiedo scusa: nel mondo :-)
    L'importante è ricordarci che io sono io e non la mia etichetta. Forse adesso sta diventando un po' più facile: lo sfaldamento delle strutture precostituite sta abituando sempre più a distinguere l'etichetta dall'etichettato. Cosa non scontata per chi, come me, ha fatto in tempo a formare la propria forma mentis nell'approccio al mondo in un'epoca in cui il paradigma era ancora quello del posto fisso: mio padre è entrato in una certa azienda a 19 anni e adesso che ne ha più di 70 sta ancora lì; io a 43 anni ho già cambiato lavoro almeno due o tre volte, e dei posti di lavoro ho perso il conto. Ma ho dovuto sforzarmi per imparare a distinguere il mio "essere io" dal mio "avere un'etichetta". Innanzitutto agli occhi di me stesso.
    E direi che iscriversi a Xing è un ottimo esercizio: il semplice (?), banale (?) fatto di dover compilare il profilo in modo esauriente e completo ti costringe a porti domande su te stesso che ti accorgi di non esserti mai posto. E così diventiamo noi stessi autori della nostra medesima etichetta. Sembra una stupidaggine, ma non lo è.
  • Helga Ogliari
    Helga Ogliari    Group moderator
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  • Marco Piva
    Marco Piva
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    Re^3: Diamo a Cesare quel che è di Cesare! (ti riconosci nella tua etichetta?)
    Concordo con te Mattia,

    Sintetizzare chi siamo, l'esercizio che siamo costretti a fare in molte occasioni. non è banale.
    Ci stimola a ripensarci, a vederci 'dal di fuori', ripensare chi siamo e, ancor più stimolante, cosa vorremmo essere.

    Quando pensiamo al nostro CV (..e non vogliamo proporre una semplice lista delle attività svolte negli ultimi anni, ma vogliamo mostrare il CV al meglio, evidenziando potenzialità, attitudini, conoscenze che non necessariamente erano utilizzate nel posto che ricopriamo),
    Oppure quando ci presentiamo in un social network come Xing,
    Virtualmente o ancor meglio realmente, come agli incontri che a volte vengono organizzati.

    Ognuno di noi è un mix incredibile di esperienze e possibilità. Le nostre "etichette", con cui chi ci conosce ci ha classificato (commerciale, giornalista, agente, creativo, imprenditore, sportivo, professionale, affidabile, .... Ognuno di noi ne ha un buon mix).
    Siamo noi i primi a scegliere cosa vogliamo essere e muoverci per dare consistenza alla nostra immagine presso chi ci circonda.