Career Coach
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Marco PivaThe company name is only visible to registered members.Siamo tutti etichettabili ed etichettati?
Parto da un' esperienza personale per lanciare un quesito.
Siamo tutti etichettabili ed etichettati?
Qualche anno fa mi sentivo un brilante professista.
Brillante. creativo, Attivo nel professionale e nel sociale. (Per Erika che ha lanciato un SOS su questo forum...da volontario nell'Educazione Ambientale hai tutta la mia solidarietà).
Lavoravo per una società di consulenza, 12 ore al giorno, 300 giorni all'anno e .....NON MI PESAVA!! Anzi... Più lavoravo, più mi caricavo.
Peccato che mentre mi davo un gran da fare, la mia azienda se la passava maluccio. Ordini disdetti, appalti persi, fornitori insolventi.
Ad un certo punto mi son ritrovato con "un'etichetta" dversa. Disoccupato.
Poi ho iniziato a cercare un nuovo lavoro. Scoprendo che l'essere iperspecialisti di qualcosa poteva essere penalizzante.
Non l'avrei mai pensato.
non posso entrare nello specifico, ma era come se dopo anni a vender pasta corta ai ristoranti, venissi scartato dalle selezioni di chi vendeva spaghetti alle mense.
Mi pareva incredibile.
Sapevo di avere capacità, conoscenze, potenzialità per fare ciò per cui stavo proponendomi.
Ma l'etichetta con cui venivo classificato non era adatta.
E' vero che noi siamo cio' che siamo sempre stati?
Harrison Ford avrebbe mai abbandonato il lavoro da falegname, per divenire ciò che è ora, se nessuno gli avesse dato la possibilità di essere qualcosa di completamente diverso?
E Giusy Ferreri, da commessa a cantante acclamata? E Barack Obama, ora presidente degli Statu Uniti d'America?
Io un'idea me la sono fatta.
E voi?
- 07 Apr 2009, 9:14 pm
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Marco PivaThe company name is only visible to registered members.Re^2: Siamo tutti etichettabili ed etichettati?
Anche il Mitico Sean Connery ha vissuto sulla sulla pelle diversi ruoli . Non è nato, nè rimasto 007!
Credo che guardare come han saputo cambiare e reinventarsi ruolo e professione molte persone che ci circondano sia molto utile ed istruttivo. Se poi l'ambiente intorno a noi non ci offre abbastanza punti di riferimento, sicuramente TV e giornali potranno darci buone idee.
La crisi attuale temo renderà mosche bianche le persone che iniziano a lavorare in un'azienda e vi rimangono per 40 anni (..o più).Le selezione Darwiniana sta eccedendo e la nostra tanto rinomata creatività e genialità Italiana necessita una urgente rispolverata.
Non solo per tenere alto il nome della qualità dei prodotti Italiani e della nostra indiscussa capacità.
Ma per generare opportunità, idee, business, ottimismo e contribuire al mitico momento in cui l'economia riprenderà lo slancio di crescita.
La moda non esisteva, come la concepiamo ora, prima che un team di geniali, qualche decina di anni fa, ci credesse e creassero il gusto ed senso del look e dell'immagine. Così come i PC, i cellulari , i pannelli solari, le auto elettriche e un'infinità di beni e servizi che ci migliorano oggi la vita.
Credo che trovare un posto standard, rigidamente configurato in un contratto di lavoro, sia oggi arduo, in banca, in posta come ovunque.
Forse è utile scavare in noi e trovare in cosa eccelliamo. Magari in cose che ci è sempre piaciuto fare, ma mai abbiamo usato per lavoro. E tutti noi (...ma PROPRIO TUTTI !! ), abbiamo qualcosa in cui eccelliamo.
E ricordarci che se Sean Connery, Paolo Villaggio, Giorgio Faletti, Ligabue, Giusy Ferrery, Louise Veronica Ciccone ed un'infinità di altre persone, meno note, non si fossero messe a scavare nelle loro capacità e mettersi in gioco, probabilmente non sapremmo neppure chi sono.
Disse un gran saggio: Il mondo è un quadro. Abbiamo i pennelli e la tela. Sta a noi dipingerlo.
- 11 Apr 2009, 5:55 pm
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Helga Ogliari Group moderatorThe company name is only visible to registered members.Re^3: Siamo tutti etichettabili ed etichettati?
Bella domanda!
Spesso siamo noi i primi a darci delle etichette e quindi a restare legati ad un'identità professionale.
In fondo è rassicurante e poi perché fare fatica e guardare oltre le mura della nostra azienda o, peggio ancora, oltre le pareti del nostro ufficio?
Qualcuno potrebbe dire che le etichette di disoccupato e precario ci vengono imposte ma sta a noi scrollarcele di dosso per assumere quella più produttiva di "professionista in evoluzione"
- 16 Apr 2009, 12:14 pm
