Career Coach

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  • Vittoria Nervi
    Vittoria Nervi    Group moderator
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    In Italia vale ancora la laurea?:la‘bolla’dei laureati
    Negli Usa dopo la bolla immobiliare si comincia a considerare un’altra bolla: l’education bubble, quella dell’istruzione.
    Secondo i dati del Bureau of Labor Statistic pubblicati dal New York Times, sui 30 lavori in rapida crescita nei prossimi anni solo 7 richiedono una laurea.

    Oggi la domanda chiave per entrare in un mondo del lavoro sempre più flessibile e ‘in progress’ è: Vale la pena investire soldi e tempo per prendere una laurea o sarebbe meglio per alcuni frequentare altro dopo le scuole superiori?
    LO STATO DELL’ARTE
    Solo il 22% dei laureati (1 su 10 matricole) termina regolarmente il percorso
    il 30% si laurea entro il primo anno fuori corso
    quasi il 50% con un ri¬tardo superiore.
    (fonte: Cnvsu-10° rapporto sullo stato del sistema universitario-12/2009)
    Alcune osservazioni
    Negli anni '60-'70 la laurea significava un lavoro sicuro.
    Negli anni '80 e ancora di più nei '90 l’associazione titolo universitario-lavoro sicuro subito’ ha subito una sorta di downgrade.
    La laurea non è più quella ‘bacchetta magica’ di status symbol e di accesso a un lavoro meglio retribuito.
    Dall’inizio della crisi del 2008 per i laureati in cerca di lavoro la situazione è peggiorata.
    Secondo i dati Istat elaborati da Almalaurea, i laureati hanno un tasso di occupazione del 77% contro il 66% di chi ha solo il diploma.
    Per quanto riguarda lo stipendio una laurea permette ancora di avere un buon stipendio, a patto di andare all’estero.
    Secondo le statistiche di Almalaurea chi si è laureato nel 2009 ed è rimasto in Italia, un anno dopo riceve 1.054 euro al mese, se è andato all’estero 1.568.Il gap è destinato ad allargarsi sempre più: un laureato del 2005 rimasto ha una busta paga media inchiodata a 1.295 euro, l’emigrante nel frattempo è arrivato a 2.025 euro. Oltre 700 euro di differenza.

    Secondo Daniel Indiviglio, associate editor della rivista The Atlantic è più importante capire cosa chiedono i datori di lavoro più che sapere quali siano i lavori per i quali serve la laurea.

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