Career Coach

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  • Helga Ogliari
    Helga Ogliari    Group moderator
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    Quale modello di carriera?

    * L'altro giorno leggevo un post del mio amico Claudio Campironi su (http://www.iltuocoach.com) http://www.iltuocoach.com intitolato 5 bypass per far carriera
    Ecco l'inizio
    Recentemente ho partecipato alla conversazione tra un funzionario di una banca dove tengo alcuni corsi e un giovane impiegato dello stesso istituto.
    Il dirigente ad un certo punto se ne esce con una frase tipo "30 anni di carriera direttiva mi hanno rovinato il cuore. Ho 5 bypass e sono tutti dovuti al mio lavoro"
    poi, con incredibile tempismo, si rivolge al giovane impiegato e aggiunge "e tu cosa aspetti a fare carriera?"
    Potete immaginarvi l'imbarazzo (o era vera paura?)
    Potete trovare l'intero post qui (http://www.iltuocoach.com/5-bypass-per-far-carriera/) http://www.iltuocoach.com/5-bypass-per-far-carriera/

    Beh per fortuna non esiste solo una modalità di carriera.
    Ma quante sono?
    Almeno 4.
    C'è il modello più tradizionale, ovvero quello lineare, ovvero quello ascendente che porta ad assumere sempre più responsabilità e potere e, per quanto ne so, è anche quello più a rischi bypass. ;)
    Poi c'è il modello di "carrera professionale" che è quello molto diffuso in campo accademico dove la carriera corrisponde con l'affinamento delle competenze. Qui ad esempio il numero dei "gradini è ridotto (pensate a dottorato, prof associato, prof ordinario). In questo caso la carriera non è misurata in termini di potere ma di prestigio.
    Poi c'è il modello a "spirale" secondo cui una persona periodicamente si sposta da un ambito ad una altro ad esso adiacente, mettendo a frutto ed applicando in diverso modo le competenze finora maturate.
    Il tempo di permanenza in un ambito è abbastanza lungo da far sviluppare nuove competenze.
    Infine c'è la "carriera transitoria", tipica delle "cuori impavidi" che cambiano ambito facendo a volte dei veri e propri salti mortali carpiati.


    Naturalmente spesso nel corso della nostra esperienza professionale ci accade di sperimentare un mix di questi modelli e voi in quale modello vi ritrovate?
  • Elisabetta Piastrelloni
    Elisabetta Piastrelloni
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    Re: Quale modello di carriera?
    diciamo che io sono fra spirale e lineare.....molto interessante comunque e complimenti....
    penso che vedrò questo forum più spesso.......
    .ti invito nel mio, le mie competenze base sono orientate sull' estetica.....
    elisabetta
  • Luca Vanzulli
    Luca Vanzulli    Group moderator
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    Re: Quale modello di carriera?
    Helga,
    davvero un bel post!
    Penso che l'evoluzione del mondo lavorativo renderà la carriera a spirale quella più plausibile. Il turnover è davvero rapido e la diffusione di strumenti sempre più globalizzanti come i soical network permettono di fare conoscenze professionali sempre più interessanti che spesso spingono a orientare la propria carriera in ambiti diversi. La carriera tradizionale è più da grande azienda...a patto che il management sia in grado di delneare precisi percorsi di carriera per motivare ed incentivare la risorsa umana.

    Luca
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  • Helga Ogliari
    Helga Ogliari    Group moderator
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    Re^3: Quale modello di carriera?
    Dipende dall'azienda.
    In alcune aziende le persone sono a "professionalità bloccata", in altre c'è più mobilità.
    In contesti flessibili è più facile acquisire nuove competenze. L'importante è non stare alla finestra ad aspettare che sia l'azienda a fornircene l'opportunità.
  • valter vianello
    valter vianello
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    Re: Quale modello di carriera?
    Ho perseguito per anni la carriera di tipo lineare, e sono arrivato anch'io alle soglie del by-pass; per la verità, io non mi sento un "carrierista", mi sono sempre impegnato e sono venuti dei risultati, ma non ho mai considerato la carriera un fine del mio lavoro, semmai una conseguenza. Credo, per questo, di aver sempre goduto della stima di chi lavorava con me, a parte le inevitabili, fisiologiche eccezioni. Tuttavia, gestire una crescita di incarichi e di responsabilità in aziende strutturate in maniera tradizionale porta in modo quasi inevitabile a giungere ad un livello di saturazione; ha ragione Helga a parlare di mobilità bloccata, solo che nelle strutture così rigide la tendenza è quella di fare carriera "per sostituzione", che è il modo elegante con cui esprimo il concetto di "fare le scarpe a un altro".
    Quando proprio non ce l'ho fatta più, mi sono orientato verso un obiettivo di crescita a spirale. Non è ancora trascorso un tempo sufficientemente lungo per tracciare un bilancio, ma i primi risultati mi inducono a pensare che la scelta è stata corretta.