Nu_Marketing

Nu_Marketing

Posts 1-6 of 6
  • chiara moraglio
    chiara moraglio
    The company name is only visible to registered members.
    CURRENT TV
    Cosa pensate della nuova televisione di Al gore ora anche in Italia su sky?? Sarà il futuro della comunicazione?
    Sicuramente il fatto che a produrre parte dei contenuti (30%)siano gli utenti stessi della tv oltre a renderla interattiva direi che abbatte anche di una buona fetta i costi di produzione, inoltre nn essendoci un palinsesto può essere organizzata da una piccola redazione... I video che vengono scelti dal pubblico dei videomaker indipendenti e che vengono poi proiettati in tv in un flusso continuo e in modo random, vengono retribuiti dai 500 ai 1000 euro, spesa sostenibile visto che una volta acquistati la tv li può riutilizzare in tutti i paesi in cui opera ( x ora inghilterra e usa oltre all'italia) ed incentivano gli autori... in fondo siccome i video possono essere della durata massima di 20 minuti ma vengono rpivilegiate pillole di 5-7 minuti, sicuramente anche i costi di produzione per il produttore indipendente sono sostenibili ed è possibile anche un margine di guadagno... Inoltre forse davvero la comunicazione può essere incensurata e nn strumentalizzata...
  • daniela mangini
    daniela mangini
    The company name is only visible to registered members.
    Re: CURRENT TV
    Non conosco quella di Al Gore, ma ho visto la nascita di YouReporter dove chi vuole può inviare notizie con foto e filmati, filtrati però da una redazione. Dal mio punto di vista il coinvolgimento di chiunque abbia spirito critico e curiosità nel flusso delle notizie è l'evoluzione normale dell'informazione il , purchè ci siano meccanismi che ne filtrino abusi e ingenuità. La cosa più interessante è la capillarità delle fonti di informazione e la possibilità che queste siano più "dentro" all'argomento rispetto a chi dalle redazioni vi può dedicare poco tempo perchè sommerso dalle tante segnalazioni (che spesso già arrivano dai cittadini) . Molti sono in grado di guardare la realtà e raccontarla, e i moderni mezzi e la capacità comunicativa diffusa danno grandi opportunità. L'unico rischio (come nel caso delle immagini) è che con un'offerta così ampia riduca i prezzi (già ora molto bassi), e che l'informazione diventi un settore non adatto a crearsi una professione, o che i vari "abusivi" (come ho sentito definire chi non è di redazione come me), dovendo macinare una grande quantità di pezzi per tirar su entrate dignitose rinuncino all'approfondimento. Sulla manipolazione delle notizie in realtà nessuno è immune, perchè umanamente è difficile non essere influenzati dal pregiudizio positivo o negativo verso persone, valori, esperienze. L' obiettività, secondo me, non è solo una questione di coscienza e di poteri forti, ma deriva dalla capacità di immedesimarsi e capire i diversi e contrastanti aspetti di un problema prima di fare la sparata, e per fare questo ci vogliono competenze e una prudenza che non è da tutti (lo stesso Al Gore è accusato di infondato allarmismo da Richard Lindzen del Mit di Boston). Detto questo non sono tra quelli che vedono morti i mezzi d'informazione tradizionale, credo solo che gradualmente dovranno cambiare il linguaggio (più conversazione) , i ruoli (più selezione e ricerca di link tra le informazioni) e il rapporto con l'utente (più collaborativo). Questa la mia modesta opinione
  • chiara moraglio
    chiara moraglio
    The company name is only visible to registered members.
    Re^2: CURRENT TV
    beh sono pienamente d'accordo con te. Vorrei aggingere inolltre che anche queste tv sembrano nascere come funghi ormai nn solo le fonti ddi informazione si sono moltiplicate,x es so anche di break.com e di altre organizzate similarmente... ma sarà un business ?? su qyuale modello economico si basano? nn sono ririuscita a capire se siano a meno favorevoli a sponsor e pubblicità x es...
  • daniela mangini
    daniela mangini
    The company name is only visible to registered members.
    Re^3: CURRENT TV
    Gli sponsor arriveranno, e non credo che nessuno li rifiuterà, pena la sopravvivenza. I blog iniziano a essere tenuti d'occhio dalle grandi aziende (vedi Alixir della Barilla con blog come Frizzi Frizzi ed altri) che hanno capito che la comunicazione va mirata per tante piccole nicchie. Bisogna vedere quanta trasparenza si riuscirà a grantire; a volte, non sempre, i blog sono tenuti da ragazzi giovani facilmente influenzabili, magari felici del loro ruolo di anello nel gioco della persuasione, che è pur sempre un affascinante gioco di potere. Questo non toglie le grandi opportunità di sistemi virtuosi tra tutte le parti derivanti da una comunicazione più stretta tra i diversi attori. Molto dipende dal grado di rispetto e di immedesimazione nei confronti dell'utente finale: ma questo vale per tutti i mezzi
  • Dr. Michele Marcatili
    Dr. Michele Marcatili    Group moderator
    The company name is only visible to registered members.
    Re^4: CURRENT TV
    Concordo con voi.
    Anche se nel sistema che va ingrandendosi - faccio riferimento ai blog da voi citati e alle fonti di informazione e web tv varie - non credo ci sia posto per tutti.
    Essendo un sistema economico - o almeno che va strutturandosi come tale viste le potenziali sponsorizzazioni ricercate - maggiore è l'offerta (contenuti su cui inserire pubblicità varie) minore sarà la domanda e il suo peso (costo dell'inserzione).
    Anche qui il rischio di una bolla in attesa di fantomatici investimenti mi sembra alto.
  • daniela mangini
    daniela mangini
    The company name is only visible to registered members.
    Re^5: CURRENT TV
    Credo anch'io ci sarà una fase di affollamento e di incertezza, ma nel lungo periodo è da augurarsi una scrematura e la nascita di "indici" di qualità, pur lasciando la libertà di espressione. Emergeranno, per ogni campo, esperienze con maggiore credibilità, per questo ritengo che la capacità di "selezione" , controllo e organizzazione delle notizie avrà un ruolo sempre più importante anche nei mezzi tradizionali. Allo stesso modo le aziende dovranno essere capaci di riconoscere e investire su quelli che sono i nuovi stakeolders