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(not a XING member)Borges
RIMORSO PER QUALSIASI MORTE
Libero dalla memoria e dalla speranza,
illimitato, astratto, quasi futuro,
il morto non è un morto: è la morte.
Come il Dio dei mistici1,
al Quale si devono rifiutare tutti i predicati,
il morto ubiquamente estraneo
non è che la perdizione e assenza del mondo.
Tutto gli abbiamo rubato,
non gli abbiamo lasciato ne un colore ne una sillaba:
qui è il patio che non condividono più i suoi occhi,
là e il marciapiede dove fu in agguato la sua speranza.
Perfino ciò che pensiamo
potrebbe stare pensandolo anche lui;
ci siamo spartiti come ladri
il flusso delle notti e dei giorni.
Tratto da: Jorge Luis Borges, Poesie (1923-1976), traduzione di Livio Bacchi Wilcock, Bur.
- 27 Feb 2008, 4:07 pm
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(not a XING member)Re: Borges
Mi sono rassegnato ad essere Borges, ovvero tutti gli scrittori che ho letti [Ultime conversazioni - Bompiani 1990]. Vedo me stesso come essenzialmente un lettore. Mi è accaduto di avventurarmi a scrivere, ma ritengo che quello che ho letto sia molto più importante di quello che ho scritto. [Lezioni americane - Mondatori 2000]
Privo dell'ansia di distinguersi dai suoi precursori, compilò diverse antologie, denunciò i suoi molti debiti letterari, avversò scuole e mode. In vecchiaia citava spesso la dottrina di derivazione biblica secondo cui tutti i libri sono scritti da un unico autore [Con riferimento diretto a De Quincey]. Non dovette essergli sfuggito che i tre sommi della letteratura occidentale - i venerati Shakespeare, Dante e Cervantes - erano stati un piccolo usuraio, un politicante ed un bancarottiere: ancora tre persone in una, forse non troppo esemplare. di Nino Raffa (
http://www.fenyce.org/jorge_luis_borges.html)
http://www.fenyce.org/jorge_luis_borges.html
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- 29 Feb 2008, 12:40 am
