SCRIPTA

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    (not a XING member)
    Re: Re: Esprimere la paura, con ironia
    E ci siamo fermati di nuovo... su, sono sicura che possiamo dare di più!!!!


    Quando un argomento funziona e poi viene tralasciato per un po' di solito se torna in auge le idee tornano a farsi avanti, dai ragazzi...





    Patrizia
  • Giacomo Giuggioli
    Giacomo Giuggioli
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    CHI NON HA PAURA
    E' normale, chi non ha paura non è un uomo. Ma stare in silenzio non significa aver paura. Significa guardare le cose da lontano come Genhis Kahn, e avere il polso fermo anche se le cose non vanno per il meglio. La paura a volte è solo il sentimento preparatore al coraggio. Quando il nostro animo è colmo di paura, allora è davvero pronto all'impresa.
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    Francesca Spinello
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    Re: Esprimere la paura, con ironia
    Per ironizzare occorre oggettivizzare, riuscire a guardare da fuori quello che ci succede. Non è semplice, specie in situazioni particolarmente coinvolgenti (la paura è anche una sensazione fisica) ma ho notato che è questione di allenamento.
    Posso allegare una piccolissima composizione in rima (definirla poesia mi sembra troppo) che ho scritto proprio qualche giorno fa e credo che ci stia bene?
    ****
    Manifesto.
    Non l'affoga la pioggia
    neanche un istante,
    non la frega l'ùggia
    del mio karma pesante.
    La mia anima ride
    ma non sono sicuro
    che per davvero
    non mi prenda pe'l cu***

    ****
    A presto,Francesca
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    (not a XING member)
    Re: Esprimere la paura, con ironia
    Mi sono sempre piaciuti i racconti che mettono paura, ma è un genere così di successo che le soluzioni sembrano già state inventate tutte, e molte sono abusate... E' ancora possibile inventare una storia originale che faccia paura, o la esprima? Non lo so, ma posso raccontare un mio piccolo incubo: nel sogno ero un commesso di una ditta di bibite e acque minerali e ricevevo le telefonate per le ordinazioni, ad un certo punto squilla il telefono, sollevo il ricevitore e una pacata voce maschile dice "vorrei fare una ordinazione di due casse di acqua minerale", "certamente" rispondo io, "potete effettuare la consegna nel pomeriggio?" chiede lui, "senz'altro" rispondo io, "bene, allora buongiorno" fa lui, e prima che riagganci io chiedo "un momento scusi, dove dobbiamo effettuare la consegna?", "ah, ma non importa" fa lui, "come non importa? come facciamo a fare la consegna senza l'indirizzo?" faccio io, e lui con voce piatta e decisa "ma non importa, perché, vede, io non esisto". Mi sono risvegliato di colpo col batticuore. Fa paura? Non lo so, a me mentre dormivo ne ha fatta tanta che mi ha svegliato...