MetaCom - Il prolungamento del mio pensiero attorno alla comunicazione

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  • Dr. Davide Algeri
    Dr. Davide Algeri    Group moderator
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    La prossemica, studia i gesti, le posizioni del corpo e i rapporti spaziali (la distanza),tra due o più persone che si relazionano.
    Mi piacerebbe analizzare con voi, cari, metacomunitari, i rapporti spaziali, ovvero la tendenza ad avvicinarsi o piuttosto ad allontanarsi,nella relazione con l'altro.
    Forse non tutti ci fanno caso, o forse si, ma sicuramente, quando ci rapportiamo agli altri, tendiamo ad avvicinarci o ad allontanarci, instaurando un certo tipo di relazione, che può essere intima (toccando la spalla, parlando a distanza ravvicinata, etc...) o piuttosto distaccata (mantenendo le distanze, evitando il contatto, etc...).
    Apro questa discussione sulla prossemica, e in particolar modo sui rapporti spaziali, in merito ad un racconto fattomi oggi da un mio amico, il quale mi ha descritto un fatto curioso accadutogli.
    Si era recato in un posto per parlare con una persona di lavoro e nel momento in cui discutevano, di un caso, ad un certo punto, la discussione si è spostata dal contenuto (del caso), alla loro relazione, ovvero, quella persona gli ha detto, "Basta, io con te, non riesco a starci, mi fai paura, mi incuti timore".
    Premesso che conosco bene il mio amico e posso assicurarvi che non è una persona che incute timore, nè fa paura, anzi...
    Piuttosto posso dire che è una persona che tende, all'interno della relazione, ad avvicinarsi molto all'altro, all'andare verso l'altro, e che, dal punto di vista di alcuni, potrebbe risultare a volte invadente, invasivo o aggressivo (come in questo caso).
    Ma invasivo o aggressivo rispetto a cosa?
    Rispetto allo spazio vitale, si potrebbe dire, che ognuno di noi si crea idealmente.
    Prendiamo l'esempio di una persona che, viceversa, tende a rimanere a debita distanza, e che quindi potrebbe risultare, insicuro o impaurito; nel momento in cui entra in relazione con una persona come il mio amico descritto sopra, potrebbe iniziare a sentirsi attaccata,o a disagio, violata nel suo spazio e quindi "agire" o reagire, a livello di relazione, in maniera aggressiva o cercardo di allontanarsi per cercare di mantenere il suo spazio vitale integro.
    Potrebbe essere utile una metafora: pensiamo ad un nostro vicino di casa che entra in casa nostra, senza che gli avessimo dato il permesso. E' sicuramente un vicino, ma, se la cosa potrebbe dare fastidio ad alcuni, altri potrebbero invitarlo piuttosto a farlo entrare...


    A questo punto, sarei interessato al vostro punto di vista rispetto all'argomento che vi ho proposto, che ritengo possa risultare utile per il modo con cui comunichiamo con gli altri.


    E soprattutto, secondo voi, la tendenza ad avvicinarsi o ad allontanarsi, dipende solo dallo sapazio vitale o potrebbe dipendere anche da altro?


    Grazie
    D@vide
  • Francesco Campironi
    Francesco Campironi
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    Davide,
    oltre all'ascolto l'aspetto della prossemica nella comunicazione
    e' uno dei temi che piu' mi interessano.

    Ritengo che non si tratti di una questione di spazio vitale bensi di una modalita' di comunicare..vengo verso di te mi avvicino , rafforzo la mia comunicazione , voglio essere sicuro che tu mi comprenda
    (lunguaggio del corpo), allo stesso tempo ti "ascolto" dunque mi pongo verso di te e non mi allontano anzi mi avvicino di piu'
    (e' una modalita di ascolto attivo). Se invece mi allontano ritengo che non sia per paura bensi per non voler ascoltare.

    Altro momento che rivela le modalita' della prossemica si verifica quando si stringe la mano ad una persona che si conosce per la prima volta: c'e chi si allontana e chi al contrario va verso la persona: ritengo che non si tratti di paura dell'altro bensi di una sorta di egoismo intrinseco che tende alla non condivisione.

    Ancora un altro spunto sull porre la mano sulle spalle o toccare gentilemente il braccio e' un modo di creare vicinanza e sempre comunicare...ebbene c'e' chi accetta senza problemi e chi al contrario quasi considera offensivo o con altri scopi..
    io sono dell'opinione che al contrario di cio che e' scritto sui pali della luce ..."chi NON tocca muore" beninteso nei giusti limiti.

    Argomento interessante Davide grazie dello spunto.

    Bn serata
    Francesco
  • Alessandro Daniele
    Alessandro Daniele
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    ciao a Davide e a tutti i metacomunicativi (meta comunisti fa troppo politico e meta comunitari mi ricorda l'unione europea)


    A proposito di questo discorso, di cui ammetto di essere abbastanza ignorante posso solo citare una parte del libro " massa e potere" di Elias Canetti.


    L'autore sottolinea come le persone (in una moltitudine indistinta) tendono ad allontanarsi e a respingere il gruppo e la sua prossimità se la vicinanza è casuale, come per esempio su un autobus affollato, mentre se sono in una manifestazione o ad un concerto, quindi in un certo senso volontariamente uniti, tendono ad avvicinarsi e a prendere forza dal gruppo, a sentirsi partecipe e cercano il contatto fisico.


    Mi rendo conto che la prossemica riguardala comunicaizone individuale, ma credo che comunque oltre alle sensazioni e predisposizioni comunicative personali, esiste un contesto generico dove si svolge il dialogo che permette o non permette una icinanza fisica e una più o meno "intimità" con l'interlocutore.


    Spero solo di non essere uscito troppo dal tema.


    saluti
  • Ilaria Ferramosca
    Ilaria Ferramosca
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    Secondo me è invece una mescolanza tra stile comunicativo e spazio vitale.


    Partendo dal presupposto che ognuno di noi ha questa sua "bolla d'aria" più o meno estesa (e questa estensione a volte varia a seconda dei contesti e della culture, in base a quanto rilevato proprio da alcuni studiosi di prossemica), chi comunica conoscendo questo importante elemento non verbale, dovrebbe tenerne conto. É vero che l'avvicinamento può essere un "metamessaggio" come "mi interessa ciò che dici" oppure "vorrei entrare in sintonia con te", ma proprio perchè questa "bolla d'aria" ha dimensioni diverse, i segnali di gradimento o di "fuga" che l'altro ci rimanda ci possono far capire se e quanto l'altro gradisce questa nostra "disponiblilità" nei suoi confronti, oppure abbiamo bisogno di creare prima una maggiore fiducia e un maggior "rapport" (per dirla in termini PNL), prima di accedere alla sua "zona personale" o addirittura alla "zona intima" (alcune delle aree in cui lo spazio prossemico è suddiviso). Le reazioni che potremmo in caso contrario provocare, sodo di stress, fuga o peggio ancora aggressività. Tutti segnali che comunque potremmo già cogliere prima calibrando l'interlocutore e adeguando la nostra distanza e la nostra comunicazione non verbale.
  • Ilaria Ferramosca
    Ilaria Ferramosca
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    Sorry, non si può correggere: era "sono" e non "sodo" :-)
  • Giulia Conte
    Giulia Conte
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    Ho letto i commenti. Chi ha proposto una lettura positiva del contatto lo ha fatto concentrandosi sull'attitudine all'ascolto, codificando la vicinanza come un segnale di interesse per quanto l'altro ha da comunicare. Il problema della vicinanza subita come lesiva del proprio spazio, o meglio direi della libertà di azione e reazione, credo si espliciti nel caso in cui chi tocca sia anche colui che parla. A questo punto la prossimità fisica incombe quasi a imporre il messaggio. Avrete intuito che ho in mente casi limite (la persona che ti grida in faccia per intenderci), ma credo che anche in situazioni quotidiane possano crearsi certe suggestioni.
  • Dr. Francesca Paglieri
    Dr. Francesca Paglieri
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    Ho studiato la prossemica nell'ambito della comunicazione attoriale e prima di queste lezioni, non mi ero mai resa conto di quanto le nostre reazioni con gli altri possano variare a seconda della distanza spaziale. Se inconsciamente ci sentiamo "minacciati" dalla troppa vicinanza con gli altri, il nostro corpo reagisce proprio fisicamente, auementa la tensione dei muscoli, ci innervosiamo, o inpercetibilmente arretriamo...
    Curioso e interessante davvero
  • Valentina Agnetta
    Valentina Agnetta    Group moderator
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    Io sono un tipo molto espansivo, tendo spesso a cercare il contatto fisico e non solo quello verbale; e così mi capita di abbracciare qualcuno che conosco anche da poco soltanto perchè mi trovo molto a mio agio con questa persona e a volte mi rendo però conto che non sempre è piacevole per chi sta dall'altra parte e che i miei gesti tendenzialmente possono essere fraintesi e risultare troppo irruenti. Viceversa mi capita di provare fastidio verso alcuni soggetti che infatti mi infastidiscono al solo starmi vicino e devo ammettere che comunque il fattore fisico influenza molto questi aspetti.
    Ora forse nel caso del tuo amico potrebbe darsi che sia una persona espansiva e che non piaccia alla ragazza in questione che quindi ha potuto male interpretare il modo di relazionarsi del tuo amico ed ha quindi avuto una reazione aggressiva nei suoi confronti.
    In effetti dovremmo prestare più attenzione a come ci poniamo verso gli altri.
  • Dr. Davide Algeri
    Dr. Davide Algeri    Group moderator
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    Grazie Valentina per aver ampliato il discorso!!!!


    D@vide



  • Dr. Davide Algeri
    Dr. Davide Algeri    Group moderator
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    Proprio come dicevo prima, cara Francesca, è proprio una reazione di difesa del proprio spazio.


    Grazie del tuo intervento.
 
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