ReviCom - COMUNICARE PER VENDERE

ReviCom - COMUNICARE PER VENDERE

Posts 1-2 of 2
  • Fausto Buffoni
    Fausto Buffoni    Premium Member   Group moderator   Ambassador
    The company name is only visible to registered members.
    Coinvolto personalmente e direttamente nel problema, riporto anche a vantaggio degli altri Iscritti (apportando pochissime variazioni) un post pubblicato su 'psiconline' il 12 agosto 2008, dal titolo: "Elaborare un lutto: le 4 fasi".

    Questo scritto offre alcune considerazioni di base molto interessanti e alcune indicazioni comportamentali, su come affrontare un 'lutto' (in 4 fasi) [http://aioblu.forumup.it/about349-aioblu.html].

    Voi cosa ne pensate?

    A presto…
    Fausto
    ___________________________________________________________________________________________

    Il concetto di ‘lutto’, è senz'altro quello verso una persona cara, ma (con tutte le accezioni del caso) è riferibile anche a qualsiasi altra situazione di "distacco forzato", tipo il cambiar casa o paese, il cambiare lavoro, colleghi o amici, o, più in generale, qualsiasi perdita di "parti di sè", come ad es. il perdere la gioventù, la salute fisica, un matrimonio, etc., etc..

    Di fatto, l'interrogativo che fa da sfondo a questa problematica è racchiuso nella domanda che sarebbe opportuno porsi, al quale, ognuno potrebbe trovare, se volesse, la propria risposta dominante… "in quale modo questo lutto che sto vivendo può aiutarmi a crescere?"

    1) fase: impatto emotivo.
    Non reprimere l'angoscia ma viverla; lasciarsi andare completamente al pianto ed alla tristezza; non lasciarsi interdire da chi cerca di farci coraggio ( in genere si tratta di persone che non riescono a "concedersi" le emozioni che provano e cercano di impedirne la "sana" manifestazione a se o agli altri), quindi non aver paura di alcun tipo di emozione che si affaccerà dentro di noi; cerchiamo inoltre di percepire le sensazioni fisiche che ci assalgono (tremori, sbalzi di temperatura, sudorazione, contrazioni del respiro, formicolii) e lasciamole "scorrere" senza ostacolarle.

    2) fase: presa di coscienza.
    Dopo la prima fase di impatto, che durerà alcune settimane, il subentrare di una certa qual maggiore serenità ci darà la possibilità di "realizzare", "prendere coscienza" dell'accaduto, cioè di renderci conto di quello che è successo e che alcune cose inevitabilmente cambieranno.
    Bisognerà fare il punto della situazione e "vedere" quali cose della nostra vita cambieranno: sia quelle che non potremo più fare sia quelle che di nuove potremo fare.
    Il che significa dare valore alle cose che abbiamo perso ma anche alle nuove possibilità che quella perdita ci offre, vivendo queste ultime senza sensi di colpa.

    3) fase : riflessione sulla "eredità" che ci resta della persona che ci ha lasciato.
    In questa fase cercheremo di capire quale siano i ricordi, gli insegnamenti, i momenti belli, etc, che la persona che ci ha lasciato ci ha regalato e consapevolizzare il fatto che quelle cose resteranno dentro di noi , anche quando non ci penseremo o anche quando non sentiremo riaffiorare in qualche momento la tristezza per la perdita, per il fatto che quella persona ci manca.

    4) fase: distacco.
    Dopo aver fatto questo lavoro bisognerà assolutamente che subentri una fase di "distacco".
    Questa è una fase importantissima, senza la quale il lavoro svolto prima non potrà essere in alcun modo utile.
    Ci si concederà di non pensare più all'evento luttuoso che ci ha colpito, senza per questo restare vittime dei sensi di colpa che concederci il non pensarci più potrebbe tentare di provocarci.
    Questa è la fase della "accettazione" di quella che in fondo è la regola base della vita : "si nasce, si muore".
    Imprecare, non accettare, rimuginare, non servirà a cambiare questa regola.
    E' questo il momento in cui bisognerà assolutamente lasciare da parte i ricordi e non farci prendere/sconfiggere da essi; è il momento del tornare al "qui e ora" e proseguire nel proprio cammino, lasciando tutto alle spalle, proprio come se nulla fosse accaduto.
    Non sarà facile, ma è certamente più che possibile.
    I morti hanno bisogno di essere "lasciati in pace": finchè non li lasceremo in pace essi non potranno lasciare in pace noi… occorre dirsi addio… occorre spargere le ceneri al vento.
    Continueremo solo con quello che, senza pensarci, ci resterà dentro di quelli che abbiamo perso, continueremo da soli…con una esperienza in più, ma sempre da soli…a farci compagnia fino alla fine, come al solito, soltanto noi stessi…
    This post was modified on 15 May 2010 at 10:45 am.
  • Sandra Ciarcianelli
    Sandra Ciarcianelli    Group moderator
    The company name is only visible to registered members.
    Ciao Fausto,
    ottima iniziativa...
    L'elaborazione di un lutto segue un processo individuale molto particolare: ognuno di noi ha i suoi tempi, alcuni impiegano mesi, altri anni e altri ancora non riusciranno mai a "digerire" la realtà dei fatti.
    Quando è morta mia nonna, oramai dieci anni fa circa, l'ultima dei quattro nonni rimasti, ti rendi conto che non hai più una generazione "antica" alla quale appellarti...lentamente i genitori prendono il posto dell'ultima generazione...e a ruota la mia generazione, quella dell'adulto..che purtroppo precipita verso "la seconda parte della propria esistenza"....processo ineluttabile....
    Sandra
 
Sign up for free: